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Oggi, 9 novembre 2009, sono vent’anni esatti che il Muro di Berlino, simbolo di divisione fra popoli e di un’ideologia votata solo al potere, è caduto. Ma non è mia intenzione prolungarmi su questioni politiche: ci sono già fior di quotidiani, riviste e trasmissioni televisive che hanno competenze e credenziali migliori delle mie per farlo.
Quello che mi preme evidenziare è che, oltre alle ovvie conseguenze politiche, la caduta del Muro di Berlino avrebbe dovuto assumere il valore simbolico di crollo di tutte quelle divisioni dovute all’ignoranza e all’egoismo. Ma quelli sono muri invisibili, difficili da abbattere (magari bastassero picconi e ruspe!), ed è per questo che, a distanza di tanto tempo, l’unica cosa che ora ci troviamo a festeggiare è la caduta di un blocco di cemento, nulla più. Il resto, quel muro invisibile che si erge alto in ciascuna coscienza, è rimasto invariato.
Non vivendo in Germania, non posso sapere con assoluta certezza se gli abitanti di Berlino Est e Berlino Ovest si sentano veramente uniti (il sentimento di unione non è un qualcosa che si possa stabilire su carta), ma quanti muri invisibili ci sono, nel mondo, che andrebbero abbattuti? C’è quello che divide non solo il nord ed il sud d’Italia, ma addirittura il nord ed il sud del mondo; c’è il muro fra gente di religione diversa o con un diverso colore di pelle; c’è il muro del silenzio che separa genitori e figli, marito e moglie, giovani e anziani; c’è il muro dell’egoismo e quello dell’indifferenza che, forse, sono figli della stessa madre. E l’elenco potrebbe proseguire ininterrottamente, ma, dentro di noi, quei muri li conosciamo già tutti. Uno per uno.
Quella di oggi è una ricorrenza che va assolutamente festeggiata.
Ma festeggiare senza capire equivale a dimenticare.
IMPORTANTE: la fotografia del post appartiene a Frederik Ramm che la scattò quando aveva solo 17 anni, mentre partecipava in prima persona a quell'evento importante. La fotografia l'ho trovata qui. Se il proprietario o chi ne detiene i diritti dovesse ritenere che ho violato, involontariamente, la legge, sarà sufficiente che mi invii una mail utilizzando l'immagine della bottiglia sul mio blog, ed io la cancellerò immediatamente.










Decisamente questo non è un gran periodo per me, ma d’altronde nella vita capitano anche questi momenti.
Mercoledì 10 giugno è morta mia zia, la sorella di mia madre: questo è il motivo della mia assenza. Era ammalata da tempo, e se penso che ultimamente non riconosceva più nessuno e aveva sempre sul viso smorfie di sofferenza, forse è meglio così. A questo aggiungo che non era più giovanissima…la morte fa parte della vita e bisogna farsene una ragione. Ogni giorno muoiono sulle strade tantissimi giovani ed è sicuramente più difficile da accettare. Tutto questo, però, non m’impedisce di essere triste: è sempre un pezzo della mia vita che se ne va dal mondo materiale e si scava una casetta nel cuore.
Resterà lì, a nutrirmi di ricordi.
Dicono che non bisogna mai voltarsi indietro, eppure io mi giro per salutarti ancora una volta cara zia, e per ricordare tutti i fiori belli che hai raccolto per me i giorni che abbiamo camminato insieme lungo i sentieri della vita. Sono fiori colorati di risate, profumati di affetto, sbocciati dentro mani piene d’amore. Li coltiverò perché è l’unica cosa che posso fare per tenerti stretta a me senza soffocare il tuo addio con il mio dolore. Cresceranno rigogliosi e daranno i loro frutti perché le persone incontrate e amate è questo che fanno: seminano nel nostro cuore i frutti dell’amore, attraverso i quali ci nutriamo, cresciamo, impariamo e amiamo.
Ti ricordo così:
allegra, libera, battagliera.
Così eri
e così ritornerai
nella luce eterna.
BUON VIAGGIO ZIA IOLANDA.

La diversità è crescita,
apertura mentale,
maggiore consapevolezza di noi stessi
e delle nostre potenzialità.
E' un viaggio meraviglioso alla scoperta del prossimo
che nei suoi occhi riflette il nostro mondo…
i sogni, le speranze,
che sono gli stessi di tutta l’umanità.
La diversità è ricchezza,
motivo di confronto,
comprensione...
è accettare le infinite sfumature della vita
senza volerle adattare alle nostre…
uniche
meravigliose
irripetibili .
L’incontro con altre realtà
è opportunità di viaggio in territori inesplorati
per aggiungere un nuovo tassello alla conoscenza di noi stessi
e del mondo che ci circonda…
Sta a noi decidere se cogliere questa opportunità
o continuare a vivere imprigionati nel nostro egoismo.
Un piccolo pensiero dedicato a tutto il mondo e alle sue splendide diversità, ma in particolare al popolo Tuareg, i Signori del deserto, per decenni perseguitati e umiliati perché “diversi”. E perché non si sono piegati ai colonialisti prima, e a dittatori ancora peggiori poi, mantenendo integra la loro dignità.






Ecco un breve itinerario che si può fare in meno di due giorni e che, allo stesso tempo, non mancherà di stupire.
FRA SAN GIMIGNANO E VOLTERRA
Sulla strada che porta da San Gimignano a Volterra, le colline, dalle forme sinuose e invitanti, sono di un verde smeraldo talmente splendente che neanche la giornata più grigia riesce a smorzare. L'esplosione di colori che accoglie i visitatori non può lasciare indifferenti soprattutto coloro che vivono prigionieri nelle città di cemento. Ogni angolo è una terrazza sulla natura, un occhio di cielo, un piccolo paradiso di cui tutti possono godere.



VOLTERRA
Volterra è una piccola città dal carattere medievale abbracciata da mura duecentesche. Il medioevo si respira ovunque: nei vicoli ancora intatti, nelle piccole botteghe di antichi mestieri e negli imponenti Palazzi. Il vero fiore all'occhiello di Volterra è l'alabastro, il cui artigianato artistico troneggia ad ogni angolo di questa splendida cittadina. Da non perdere sono anche: il Museo etrusco; il teatro romano di Vallebuona e la Piazza dei Priori. Per chi non è facilmente impressionabile, c'è anche il Museo della Tortura.


SAN GIMIGNANO
Gioiello di rara bellezza e Patrimonio UNESCO, San Gimignano palpita di uno splendore unico e un pò furbetto, che sfugge ai pensieri contorti e non si lascia catturare dentro al significato di poche parole. San Gimignano va respirato e ammirato passeggiando fra le sue stradine in salita, lasciando che le dita ne sfiorino gli antichi muri. Quello che si avverte è stupore ed impotenza dinnanzi a qualcosa che ci è stato donato da un passato lontano per carpirne atmosfere e segreti. Le cose da ammirare non mancano: tanto per iniziare le torri, che sono sicuramente il simbolo di questo piccolo borgo medievale; e poi il Palazzo del Podestà, piazza del Duomo e le botteghe con i prodotti tipici, tanto per citarne alcune. Ma è quando cala la notte, e le ombre scivolano guardinghe lungo case e palazzi, che le onde del tempo s'infrangono contro la realtà e ogni volto, ogni sagoma che si materializza da dietro i vicoli bui, sembra qualcosa di lontano e indefinito, quasi una presenza effimera. Arrivare a San Gimignano è facile, allontanarsi è impossibile: in cambio bisogna lasciargli il cuore.






La prossima volta aggiornerò i premi degli amici: in questo post proprio non ce l'ho fatta.
BUON INIZIO SETTIMANA A TUTTI!